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bullismo e cyberbullismo

Il termine BULLISMO è la traduzione italiana dell'inglese bullying ed è utilizzato per designare un insieme di comportamenti in cui qualcuno ripetutamente fa o dice cose per avere potere su un'altra persona o dominarla.  Il termine originario "bullying" include sia i comportamenti del "persecutore" che quelli della "vittima" ponendo al centro dell'attenzione la relazione nel suo insieme. Spesso non gli si dà molta importanza perché lo si confonde con i normali conflitti fra coetanei, mentre il bullismo è caratterizzato da alcuni fattori:Il bullismo si manifesta con vari livelli di gravità e può essere considerato una forma estrema di conflittualità socio relazionale.

Il bullismo è un grave problema sociale:

– per la vittima che se non aiutata e sostenuta si porterà nel corso degli anni le conseguenze psicologiche di quanto accaduto,

– per il bullo che se non fermato e aiutato per tempo avrà una forte incidenza a sviluppare in futuro comportamenti anti sociali,

– per le persone che assistono o che sono a conoscenza di questi episodi (bambini ma soprattutto adulti) e non fanno niente per affrontarli. Quest’atteggiamento alimenta a creare all’interno della scuola un clima di tensione, paura, sottomissione e omertà che non corrisponde al ruolo educativo che dovrebbe assicurare la scuola.Permettere atti di bullismo significa crescere potenziali adulti aggressivi e violenti nei confronti del partner e dei figli.Gli episodi emergenti (sia per visibilità che per gravità) possono considerarsi la punta di un iceberg, alla cui base vi sono le molte forme di "normale" conflittualità, quella insita nella vita sociale.Una prima forma di disagio deriva dalle "piccole" prepotenze transitorie (nel senso che non causano grandi sofferenze a chi le subisce) che tendono a risolversi spontaneamente in pochi giorni, con attività di mediazione tra pari, spesso anche senza l'intervento diretto degli adulti. Il disagio aumenta nelle prepotenze continuate, fonte di sofferenza temporanea non sempre grave, ma che necessitano della mediazione dell'adulto in quanto i pari non riescono da soli a gestire i conflitti sottostanti. Il disagio diventa intenso nel bullismo conclamato, che causa grave sofferenza per chi lo subisce e che, essendo fortemente radicato in conflitti socio relazionali strutturati, necessita sempre dell'intervento di adulti competenti con attività strutturate, incisive e continuative per essere risolto.Il cyber bullismo è la manifestazione in Rete di un fenomeno più ampio e meglio conosciuto come bullismo. Quest'ultimo è caratterizzato da azioni violente e intimidatorie esercitate da un bullo, o un gruppo di bulli, su una vittima. Le azioni possono riguardare molestie verbali, aggressioni fisiche, persecuzioni, generalmente attuate in ambiente scolastico. Oggi la tecnologia consente ai bulli di infiltrarsi nelle case delle vittime, di materializzarsi in ogni momento della loro vita, perseguitandole con messaggi, immagini, video offensivi inviati tramite smartphone o pubblicati sui siti web tramite Internet. Il bullismo diventa quindi cyberbullismo. Il cyberbullismo definisce un insieme di azioni aggressive e intenzionali, di una singola persona o di un gruppo, realizzate mediante strumenti elettronici (sms, mms, foto, video, email, chat rooms, istant messaging, siti web, telefonate), il cui obiettivo e quello di provocare danni ad un coetaneo incapace di difendersi.

Differenze tra bullismo e cyberbullismo

Bullismo

Cyberbullismo

Sono coinvolti solo gli studenti della classe e/o dell'Istituto;

Possono essere coinvolti ragazzi ed adulti di tutto il mondo;

generalmente solo chi ha un carattere forte, capace di imporre il proprio potere, può diventare un bullo;

chiunque, anche chi è vittima nella vita reale, può diventare cyberbullo;

i bulli sono studenti, compagni di classe o di Istituto, conosciuti dalla vittima;

i cyberbulli possono essere anonimi e sollecitare la partecipazione di altri "amici" anonimi, in modo che la persona non sappia con chi sta interagendo;

le azioni di bullismo vengono raccontate ad altri studenti della scuola in cui sono avvenute, sono circoscritte ad un determinato ambiente;

il materiale utilizzato per azioni di cyberbullismo può essere diffuso in tutto il mondo;

le azioni di bullismo avvengono durante l'orario scolastico o nel tragitto casa-scuola, scuola-casa;

le comunicazioni aggressive possono avvenire 24 ore su 24;

le dinamiche scolastiche o del gruppo classe limitano le azioni aggressive;

i cyberbulli hanno ampia liberta nel poter fare online ciò che non potrebbero fare nella vita reale;

bisogno del bullo di dominare nelle relazioni interpersonali attraverso il contatto diretto con la vittima;

percezione di invisibilità da parte del cyberbullo attraverso azioni che si celano dietro la tecnologia;

reazioni evidenti da parte della vittima e visibili nell'atto dell'azione di bullismo;

assenza di reazioni visibili da parte della vittima che non consentono al cyberbullo di vedere gli effetti delle proprie azioni;

tendenza a sottrarsi da responsabilità portando su un piano scherzoso le azioni di violenza.

sdoppiamento della personalità: le conseguenze delle proprie azioni vengono attribuite al "profilo utente" creato.

Normativa di riferimento
Direttiva Ministeriale n. 16 del 5 febbraio 2007 - Linee di indirizzo generali ed azioni a livello nazionale per la prevenzione e la lotta al bullismo
Direttiva Ministeriale del 15 marzo 2007 - Linee di indirizzo utilizzo telefoni cellulari
LEGGE 29 maggio 2017, n. 71, Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo.

                                                                                                 A cura della commissione Bullismo e Cyberbullismo

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